Vic Elford (Londra, 10 giugno 1935 – Plantation, 13 marzo 2022 ha gareggiato, spesso vittoriosamente, nei rally, con le Sport Prototipo e anche con le monoposto di Formula 1 ed è stato anche un ottimo team manager.
Soprannominato “Quick Vic”, è stato uno dei piloti più veloci degli anni ’60 e ’70 ma brillava particolarmente per la sua versatilità; infatti molti piloti, anche i più quotati, erano specialisti dell’una o dell’altra categoria; chi prediligeva le monoposto e chi invece preferiva le ruote coperte; alcuni brillavano in pista mentre altri preferivano le gare in linea su strada o addirittura i Rally; ebbene Elford brillava in tutte queste specialità.
Al riguardo valga come esempio la stagione agonistica 1968.
Infatti il 25 gennaio di quell’anno incomincia vincendo il prestigioso Rally di Montecarlo, navigato da David Stone, con una Porsche 911T.
Il 4 febbraio vince la 24 Ore di Daytona guidando la Porsche 907 coda lunga facendo parte di un corposo equipaggio che comprendeva Hermann, Neerpasch, Siffert, Stommelen,
Un mese dopo, il 23 marzo, ottenne il 2º posto alla 12 ore di Sebring in coppia con Hans Hermann alla guida di una Porsche 907/8.
A maggio conquista la Targa Florio in coppia con Umberto Maglioli sempre su Porsche 907/8.
Due settimane dopo, il 19 maggio, Elford conquista la vittoria anche alla 1000 km del Nürburgring. In coppia con Siffert e ancora con una Porsche, una 908/02.
Infine il 7 luglio debutta in Formula Uno in un Gran Premio di Francia bagnato dove, dopo essersi qualificato con una poco competitiva Cooper T86B motorizzata BRM in 18esima posizione a 9,4 secondi dal poleman Rindt, riesce a finire al 4º posto alle spalle di tre leoni della Formula 1 dell’epoca: Jacky Ickx (Ferrari), John Surtees (Honda) e Jackie Stewart (Matra/Ford).
Elford fa il suo ingresso nel mondo delle competizioni come navigatore per poi passare egli stesso alla guida con una Mini; nel 1962 passa alla guida di una DKW ufficiale con cui ottiene le prime vittorie nel campionato britannico. Nel 1964 approda alla squadra ufficiale Ford britannica che all’epoca schierava la Ford Cortina. Nel 1967, lasciata la Ford, inizia un lungo rapporto con la Porsche e fa suo il titolo di campione europeo rally con una 911 ma poi passa alle vetture Sport dove ottiene risultati brillanti in particolare in quel 1968 di cui si è già parlato precedentemente. Dopo tre anni alla guida di Porsche 907, 908 e 917, per la stagione 1972, l’ultima stagione completa, venne ingaggiato dall’Autodelta che gli affidò la guida delle Alfa Romeo 33.
Gareggiò in diverse occasioni in Formula 1 nel biennio 1968/69, per poi ritornare alla guida di una monoposto nel 1971 al Gran Premio di Germania, con scarsi risultati non disponendo di monoposto competitive; il miglior risultato fu proprio quello dell’esordio nel 1968.
Dopo due stagioni, il 1973 ed il 1974, in cui ha partecipato sporadicamente a poche gare, Elford si è ritirato dalle competizioni alla fine del 1974.
Nel settembre 1975 venne ingaggiato dalla francese Inaltéra per creare, organizzare e gestire il team da loro sponsorizzato per la partecipazione alla 24 ore di Le Mans del 1976 con la GTP realizzata da Jean Rondeau.
Il team si schierò con due equipaggi: Pescarolo/Beltoise e Jaussaud/Christine Beckers con Rondeau stesso sulla seconda vettura. La Inaltéra di Pescarolo/Beltoise vinse la classe GTP di nuova istituzione concludendo 8ª assoluta mentre l’altra finì ventunesima.
Tale impegno continuò l’anno seguente con risultati ancora migliori, infatti nel 1977 l’Inaltéra di Ragnotti/Rondeau arrivò ai piedi del podio ripetendo la vittoria di classe GTP già ottenuta l’anno precedente; altre due Inaltéra finirono 11° con l’equipaggio tutto al femminile Lombardi/Beckers e 13° con la vettura guidata da Beltoise in coppia con il pilota statunitense Al Holbert.
Negli anni successivi Elford ha collaborato con altri costruttori in vari campionati.
Ricordiamo infine la sua ultima partecipazione alla 24 ore di Le Mans del 1983 dove partecipò con una Rondeau M379; l’equipaggio Elford/Gouhier/Anne Charlotte Verney fu costretto a fermarsi al 137° giro classificandosi in 33esima posizione.
Nel 1971 partecipò come controfigura alle riprese del film “Le 24 ore di Le Mans” e nel 1972 fu il narratore del docufilm “The Speed Merchants” di Michael Keyser.
Vic Elford è stato nominato “Chevalier de Ordre national du Mérite” dal Presidente francese Pompidou per il suo “coraggio ed eroismo” perché durante la 24 ore di Le Mans del 1972, dopo essere stato sorpassato alla Curva Mulsanne da Bonnier con la Lola, vide quest’ultimo avere un incidente nel tentativo di sorpassare una Ferrari Daytona; senza indugio scese dalla sua auto per lanciarsi tra le fiamme nel tentativo di salvare i due colleghi.
Vic Elford ha anche scritto tre libri:
“La Victoire ou…rien!” (in francese, in collaborazione con Michel Delannoy)
“Porsche High-Performance Driving Handbook” (in inglese)
“Reflections on a Golden Era in Motorsports” (autobiografia in inglese)

