La contesa finirà uno ad uno con la Maserati che si aggiudicò il mondiale di Formula 1 con Fangio mentre la Ferrari trionfò nel mondiale Sport; ma quell’anno decreterà anche il ritiro della Maserati dalle competizioni.
Accadde infatti che in Argentina nel 1955, il governo Peron fu destituito con un colpo di stato iniziato il 16 giugno con il bombardamento della Casa Rosada, la residenza presidenziale; il nuovo governo non volle onorare gli impegni presi dal governo destituito e nella fattispecie non pagò le macchine utensili fornite dalla Maserati che andò in crisi di liquidità tanto che all’inizio del 1958 Adolfo Orsi (a cui i fratelli Maserati avevano ceduto l’azienda) fu costretto a chiedere il regime di amministrazione controllata per un anno.
Uno dei prezzi da pagare fu la rinuncia all’attività sportiva.
La Maserati poi tornerà alle competizioni in forma semi-ufficiale con la Tipo 60/61 (comunemente nota come Birdcage) prodotta tra il 1959 e il 1961 per le scuderie e i piloti privati
e successivamente con la Tipo 151 destinata a partecipare alla 24 ore di Le Mans a partire dal 1962 fino al 1965 subendo, ovviamente, diverse evoluzioni sia di meccanica che di carrozzeria. Ma passiamo alla attività agonistica che quell’anno fu ricca di soddisfazioni per i colori italiani.
In Formula 1 Fangio conquista il suo quinto ed ultimo titolo mondiale alla guida della Maserati 250F (2500cc, 6 cilindri in linea); il 1957 è anche l’ultimo anno in cui è possibile il cambio pilota durante lo svolgimento del Gran Premio.
Nel corso del campionato la casa bolognese, oltre a Fangio, schierava Behra, Hermann, Menditeguy, Scarlatti e Schell mentre la Ferrari affidava la guida della sua D50 801 (2500cc 8 cilindri V90° ex Lancia) a Castellotti, Collins, de Portago, Gonzalez, Hawthorn, Perdisa, Trintignant e von Trips.
Il campionato, ottavo della storia, si svolse sulla distanza di 7 Gran Premi (Argentina, Monaco, Francia, Gran Bretagna, Germania, Pescara, Italia).
Due precisazioni al riguardo:
- non ho citato Indianapolis perché, pur essendo inserita in calendario, era di fatto una gara a sé con un regolamento tecnico totalmente diverso da quello delle monoposto europee;
- il Gran Premio di Pescara si svolse eccezionalmente in sostituzione della improvvisa cancellazione dei Gran Premi del Belgio e dei paesi Bassi.
Fangio si aggiudicò 4 Gran Premi mentre gli altri tre andarono alla Vanwall di Moss; la Ferrari rimase a becco asciutto.
Fangio si aggiudicò il titolo accumulando 46 punti (anche se gliene furono attribuiti solo 40 in virtù della regola degli scarti) contro i 25 di Moss; Musso, il migliore dei ferraristi, finì terzo in classifica con 16 punti.
La categoria Sport all’epoca era forse più popolare della Formula 1, forse perché non essendo ancora diffusa la televisione nelle case degli italiani, le gare in linea, come la Mille Miglia e la Targa Florio, che si svolgevano su strade normalmente destinate alla circolazione pubblica, portavano le grandi sfide tra costruttori e piloti direttamente nelle case degli appassionati riscuotendo così popolarità e successo.
Purtroppo il campionato del 1957 fu caratterizzato, oltre che dalla sfida tra i due prestigiosi costruttori italiani, anche dalla tragedia di Guidizzolo nel corso della Mille Miglia che di fatto chiuse la storia delle competizioni su strada con l’eccezione, temporanea, della Targa Florio,
Anche il campionato Sport del 1957, il quinto della serie, si svolse su sette gare: la 1000 km di Buenos Aires, la 12 ore Sebring, la Mille Miglia, la 1000 km del Nurburgring, la 24 Le Mans ed i Gran Premi di Svezia e del Venezuela.
La Ferrari schierò alcune fra le sue migliori vetture a ruote coperte come la 290MM (3500cc V12 60°), la 315S (3800cc V12 60°), la 335S (4020cc V12 60°) e la prestigiosa 250 Testarossa (3000cc V12 60°) affidandole di volta in volta a Castellotti, Collins, de Portago, Gendebien, Masten Gregory, Hawthorn, Phil Hill, Musso, Seidel, Taruffi, Trintignant, von Trips.
La Maserati si avvaleva della potentissima 450S (4500cc V8 90°) a cui in più occasioni affiancò la 300S (3000cc 6 in linea) e la 350S (3500cc 6 in linea); anche la casa bolognese affidò le proprie vetture ad un nutrito nugolo di piloti di gran valore quali Behra, Bonnier, Fangio, Moss, Scarlatti e Schell.
In questo campionato fu la Ferrari ad aggiudicarsi il titolo con 3 vittorie contro le due della Maserati, risultati che portarono il punteggio a 30 punti per il Cavallino contro i 25 della casa del Tridente.
A ricoprire il ruolo da terzi incomodi ricordiamo l’Aston Martin e la Jaguar che si aggiudicarono una gara a testa e le “piccole” Porsche e OSCA.
Purtroppo, come abbiamo letto all’inizio di queste note, i problemi finanziari della Maserati ci priveranno di ulteriori sfide ad altissimo livello tra i due marchi italiani più prestigiosi.

