Il 7 agosto 1977, giungendo terzo alle spalle della coppia HD-Aermacchi , Uncini e Villa, al Gran Premio di Cecoslovacchia, Mario Lega si laureava matematicamente Campione del Mondo con la Morbidelli 250. Nell’anno della conquista del titolo Lega inizia da privato; ma poi un infortunio di Paolo Pileri gli apre le porte della Morbidelli ufficiale.
Ci tenevo a raccontarvi la storia di Mario Lega perché è una bella storia, una storia che, come tante altre storie di uomini e di moto, in un intreccio di aneddoti si mescola a quelle di tanti altri campioni.
Alcuni anni fa si rese piacevolmente disponibile per una intervista pubblicata QUI su questo stesso sito.
Nato a Lugo di Romagna il 20 febbraio del 1949, Lega è stato un “campione umile”, amatissimo da quella schiera di appassionati per i quali rappresentava il sogno divenuto realtà di una “persona normale” che arriva a vincere un mondiale mettendoci talento, passione, forza di volontà, umiltà e coraggio ma anche consapevolezza delle proprie capacità.
Ha gareggiato prevalentemente nelle classi 250 e 350 con qualche sporadica apparizione nella 500 e nella 750.
Il suo debutto risale al 1966 quando, spinto dall’amico Otello Buscherini, partecipò al trofeo cadetti 60; poi nel 1970, dopo il servizio militare, passò negli Juniores con una poco competitiva Italjet/Yamaha 125.
Nel 1971 si verificò un episodio che gli rese una certa notorietà: acquista una Yamaha 250 stradale, all’epoca non disponibile sul mercato italiano, e la modifica con alcune componenti delle moto da Gran Premio allestite per i piloti privati. Dopo la vittoria alla prima finale nazionale del Campionato, a Monza, la moto viene contestata dagli altri piloti che ritengono la moto non conforme al regolamento che prevedeva che le moto juniores dovessero derivare da moto costruite in almeno 200 esemplari. Mario allora riuscì a trovare uno spettatore svizzero che possedeva una moto di serie identica alla sua, gli fornì un pass per il paddock e invitò i commissari ad operare le misurazioni previste dal regolamento. La moto risultò conforme e gli fu quindi convalidata la vittoria; alla fine della stagione conquistò il titolo Juniores classe 250.
Nel 1972 passa tra i Seniores e inizia a confrontarsi con piloti del calibro di Agostini, Grassetti, Pasolini, Read, Roberts, Saarinen e Villa.
Nel 1973 viene assunto alla SIP (oggi Telecom) dalla quale si congederà solo nel 2003; per partecipare alle gare sarà costretto a ricorrere a ferie, permessi e periodi di aspettativa.
Nello stesso anno viene notato dalla prestigiosa Scuderia DIEMME di Lugo di Romagna che lo ingaggia insieme a Giovanni Proni; assistito dal capo tecnico Primo Zanzani svolge una discreta attività in campo internazionale ottenendo come miglior risultato il 4º posto al GP di Jugoslavia in 250.
Nel 1974 conquista il titolo di Campione Italiano della 350 davanti a Giacomo Agostini e ottiene il secondo posto al Nazioni dietro ad Agostini, sempre in 350.
Nel 1975 arriva in Italia l’astro nascente venezuelano Johnny Cecotto; per contrastarlo la DIEMME ingaggia anche Otello Buscherini e Vinicio Salmi.
Quest’ultimo, a sua volta astro nascente del motociclismo italiano tanto che qualcuno vedeva in lui l’erede di Agostini, si rivelerà una meteora perché a causa della sua foga agonistica, forse alimentata anche dalla enorme pressione che gravava su di lui, il 27 aprile 1975, durante la gara delle 350 di campionato italiano, provocò il tragico incidente alla curva Piratella di Imola nel quale perse la vita Tommaso Piccirilli; in seguito a questo incidente Salmi abbandonò il motociclismo.
Nonostante la formazione a 4 punte la mancanza di risultati trovò il capro espiatorio in Lega che fu licenziato; da quel momento si aprì per lui un lungo periodo di risultati deludenti.
Poi, quando era in procinto di smettere con le corse, arriva il magico 1977.
L’anno inizia con la partecipazione al GP del Venezuela su invito e con il supporto economico di Andrea Ippolito, manager del team Venemotos che alla fine della gara, per premiarlo del buon risultato, gli regala anche la moto.
Accade poi che durante le prove del GP d’Austria Paolo Pileri, prima guida della Morbidelli in 250, cadde e si infortunò.
Morbidelli contattò Lega per sostituire momentaneamente Pileri e gli fece un contratto per sole tre gare (Nazioni, Francia e Spagna); Mario non si fece sfuggire la buona occasione e già al GP delle Nazioni fece 2° sia nella 250 che nella 350; poi si piazzò 4° in Francia e 5° in Spagna.
Grazie a questi risultati che, beneficiando anche delle zuffe tra Villa e Uncini, lo avevano portato in testa alla classifica della 250, al rientro di Pileri Lega conserva il posto nel team; la riconferma lo galvanizza e arriva la vittoria nel GP di Jugoslavia; grazie anche ai successivi piazzamenti a podio ottenuti in Belgio, Svezia e Cecoslovacchia, Lega divenne Campione del Mondo della 250 battendo la concorrenza di Uncini e Villa su HD cui aggiunse il secondo titolo italiano della 350 dopo quello del 1974.
Lega ottenne questo risultato prestigioso grazie anche al leale aiuto di Pileri che in occasione del decisivo GP di Cecoslovacchia si sacrificò sportivamente a favore del compagno di team; era accaduto che durante il tragitto dalla Finlandia alla Cecoslovacchia il camion del team era finito fuori strada; riuscì comunque ad arrivare in tempo ma il materiale era seriamente danneggiato tanto che si riuscì ad assemblare una sola moto; Pileri non ebbe esitazioni nel cedere, nonostante il suo ruolo di prima guida, la moto a Lega che era in corsa per il titolo.
Sfuggitogli per dei contrattempi l’ingaggio in Kawasaki, che con Ballington conquisterà 4 titoli, nel 1978 prosegue con la Morbidelli che però si rivela non più competitiva; non trovando altri ingaggi per disputare il mondiale nel 1979 disputa alcune gare Endurance in sella alla Ducati. A metà stagione però i fondi si esauriscono e con lo stop della Ducati termina anche la carriera agonistica di Mario Lega.
Manterrà il suo rapporto di lavoro con la SIP e si dedicherà al commento delle gare del Motomondiale per la Gazzetta dello Sport, al ruolo di istruttore di guida, farà l’opinionista per alcuni siti e si dedicherà amorevolmente alla cura degli anziani genitori.





