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L’ultima gara iridata di Mike Hailwood

Il 15 settembre 1968 Mike Hailwood disputava la sua ultima gara iridata: il Gran Premio delle Nazioni del 1968.

In questa breve nota vi raccontiamo le sue ultime gare in moto dal 1968 al 1971.

Quando alla fine del 1967 l’Honda abbandonò le gare del motomondiale si disse persino che avesse pagato Hailwood anche per il 1968, purché non accettasse di correre con altre marche. Difatti Mike disputò solo poche gare con le vecchie moto lasciategli in gestione dalla Honda, anche se piuttosto malridotte e praticamente sprovviste di ricambi; in qualche occasione correrà con telai fatti realizzare personalmente da specialisti italiani ed inglesi.

In quel periodo Hailwood non disdegna gli inviti, profumatamente pagati, che provengono prevalentemente dagli organizzatori italiani che vogliono a tutti i costi rinnovare il duello Agostini-Hailwood per richiamare pubblico. Come sempre Hailwood non delude e nel 1968 vince a Rimini la 350 ed è secondo nella 500, poi vince ancora con la 500 a lmola e a Cesenatico.

Quello stesso anno per il G.P. delle Nazioni a Monza il conte Agusta gli offre la possibilità di guidare una MV 500. Hailwood accetta ed effettua le prove; quando però gli viene detto che in gara dovrà cedere il passo ad Agostini, indispettito passa a guidare la Benelli 500 che gli viene offerta ben volentieri dalla Casa pesarese.

In quella occasione, Pasolini, sportivamente cedette al campione inglese la sua prima moto, quella più evoluta.

Il giorno della gara piove e per alcuni giri si assiste a un epico scontro fra Agostini ed Hailwood che supplisce con la ben nota abilità di pilotaggio al deficit di prestazioni della sua cavalcatura. Però, preso dalla foga agonistica e dalla voglia di rivalsa nei confronti del management MV, osa troppo in staccata alla Parabolica e compie un interminabile ruzzolone sull’asfalto che, viscido com’é, frena solo in minima misura la scivolata. Moto e pilota finiscono nella sabbia della via di fuga. La caduta si risolve senza altro danno che una rabbia repressa ma al contempo manifestata da una grinta feroce; nessuno si azzarda a rivolgere parola al grande campione che rientra a piedi verso i box. Gli è sicuramente di conforto il caloroso applauso del pubblico.

  

Correrà anche la settimana dopo, a Riccione, con la Benelli, in classe mista, arrivando terzo. Chiude tuttavia bene la stagione (una stagione di «cassetta» più che altro) vincendo uno in fila all’altro quattro confronti contro Agostini, servendosi delle sue Honda; si impone infatti in una serie di corse di fine d’anno a Mallory Park e Brands Hatch. Nel 1969 ricordiamo la sua comparsa a Riccione con una Honda 500 ormai agli sgoccioli, che porta al secondo posto dietro ad Agostini ma con un distacco di quasi un minuto. Dopodiché passa alle 4 ruote.

Nel ‘70 e nel ‘71 partecipa a Daytona nello squadrone delle BSA ma non ha fortuna e si ritira entrambe le volte, dopo essere anche caduto in prova.
Nel 1971 viene organizzata quella che enfaticamente si annuncia come “la supersfida di Silverstone” o “l’incontro del secolo”; in realtà è una trovata pubblicitaria promossa dall’Auto Cycle Union e dal giornale Daily Express; Agostini è in sella alla fidata MV/3 mentre a Mike viene affidata una Yamaha 350.

L’inglese, vittima di una cattiva partenza e di una Yamaha non proprio all’altezza della MV, dimostra comunque il suo valore passando dal ventesimo posto iniziale al quarto.
In risposta a Siverstone il Moto Club “Tonino Benelli” di Pesaro, in occasione della prova di Campionato Italiano sul circuito stradale “Villa Fastiggi” annuncia la straordinaria rentrée italiana di Hailwood con una Benelli 350 di vecchio tipo.

Per questo scontro l’ingaggio di Agostini era di due milioni mentre quello di Hailwood era di quattro e mezzo.
Di fronte ad una folla osannante, di poco inferiore a quella di Silverstone, Hailwood conduce per i primi cinque giri, poi per altri cinque conduce Agostini; altri due giri per Mike e poi nuovamente Ago fino alla fine. La loro sfida nei confronti diretti si concluderà qui a vantaggio di Mike per 41 a 32.

Poi, come ben sanno gli appassionati sostenitori di questo fenomeno assoluto delle 2 ruote, 7 anni dopo Hailwood rientrerà trionfalmente conquistando il TT del 1978 in sella ad una Ducati per ripetersi l’anno dopo con una Suzuki 500.