Ci sono auto che si scelgono con la ragione, calcolando millimetricamente costi di gestione e spazi di carico, e poi ci sono leggende su quattro ruote che si acquistano esclusivamente ascoltando i battiti del cuore. La Ford Mustang appartiene, senza ombra di dubbio, a quest’ultima nobile dinastia. Parliamo di un’auto che vanta un design iconico e riconoscibile a centinaia di metri di distanza, un vero e proprio simbolo di libertà e potenza nato oltre sessant’anni fa e capace di attraversare le epoche restando fedele a se stesso. Se vi state chiedendo come mai questo modello sia talmente longevo, la risposta risiede nella sua straordinaria capacità di evolversi, generazione dopo generazione, compiendo però uno sforzo continuo per non perdere mai le proprie radici più autentiche.
Per questa prova sono salito a bordo della Nuova Ford Mustang in versione GT Performance, equipaggiata con il monumentale propulsore 5.0 V8 accoppiato al cambio automatico a 10 rapporti. Una vettura che incarna lo spirito americano più puro e che, se si è nelle possibilità economiche, non deve assolutamente mancare nella collezione privata di chi considera l’auto come la massima espressione del proprio stile di vita.
ESTETICA DESIGN: IL MITO SI EVOLVE E NON ACCETTA COMPROMESSI
Dal punto di vista puramente visivo, sul design di questo capolavoro c’è davvero poco da raccontare in più di quello che già tutti noi amiamo follemente. Il grande frontale cattivo, il maestoso e infinito cofano anteriore e una presenza su strada che impone rispetto a chiunque si trovi nei paraggi. Le linee scolpite di questa nuova generazione presentano indubbiamente affinamenti e miglioramenti aerodinamici pensati per fendere l’aria con maggiore efficacia, ma la firma esclusiva e l’equilibrio delle proporzioni rimangono inequivocabilmente Mustang. Il frontale ha una nuova fanaleria con tecnologia full LED, incredibilmente affilata e luminosa, che incornicia un power dome dominante sul cofano, impreziosito da una presa d’aria diretta che lascia intuire i polmoni d’acciaio nascosti al di sotto.
La vettura del nostro test sfoggia inoltre dei bellissimi cerchi in lega leggera con una calda finitura color bronzo, che si integrano perfettamente con il design dei paraurti muscolosi e delle minigonne laterali tese. Ogni singolo dettaglio esterno, fino ad arrivare all’estrattore posteriore che ospita i massicci quattro terminali di scarico dalle bocche enormi, è proiettato verso l’estetica della velocità più racing. Questa è un’auto che accetta pochissimi compromessi stilistici. Tutta la dimensione esterna è votata a creare una silhouette da coupé mozzafiato, dove lo spazio interno passa quasi in secondo piano per concentrarsi totalmente sull’esperienza visiva ed emozionale del conducente. Eppure, a dispetto delle proporzioni da sportiva di razza, la Fastback ha sempre vantato un enorme bagagliaio, lo spazio di carico complessivo è considerevole e pronto a ospitare i borsoni per un weekend fuori porta, a patto di accettare una bocca d’ingresso leggermente sacrificata dalla linea del lunotto.
INTERNI E TECNOLOGIA DI BORDO: RIVOLUZIONE DIGITALE E ANIMA NOSTALGICA
Una volta che si apre la portiera e ci si cala all’interno dell’abitacolo, il gigantesco megaschermo continuo ruba la scena. Un elemento che regala una profonda ventata di tecnologia odierna a un ambiente che in passato era decisamente più spartano. Ormai quasi nessuna vettura sfugge a quella che sembra una vera e propria guerra dei tablet, e sebbene io in questi anni abbia provato diverse generazioni di Mustang e rimanga visceralmente legato al tipico quadro strumenti analogico con il suo piccolo display centrale, devo ammettere che questa nuova soluzione digitale non è affatto un male. Il nuovo display avvolgente, composto da uno schermo strumentazione da 12,4″ e uno centrale touch da 13,2″, è stato studiato per risultare perfettamente visibile in ogni condizione di luce.
La vera chicca, capace di far battere il cuore ai più nostalgici, è la possibilità di personalizzare i layout grafici, arrivando persino a simulare fedelmente in digitale la strumentazione analogica delle Mustang più iconiche del passato, come le celebri Fox Body degli anni ’80 e ’90. Molti puristi potrebbero storcere il naso dicendo che il digitale non potrà mai sostituire le lancette fisiche, ma io rispondo che l’importante è poter assaporare certi gusti del passato in una chiave moderna. Le vetture odierne hanno un disperato bisogno di ringiovanire tecnologicamente. Noi che abbiamo un’età ormai “matura” siamo nati con un certo tipo di soluzioni analogiche, ma le nuove generazioni crescono a pane, smartphone e display. Ignorarlo sarebbe anacronistico. Ben vengano, dunque, queste soluzioni futuristiche che mantengono vivo il mito.
Unica nota dolente, diversi comandi fisici sono spariti. Mi sarebbe piaciuto che il sistema di climatizzazione fosse rimasto delegato a delle manopole analogiche fisiche, poiché lo trovo decisamente più rapido e intuitivo durante la guida rispetto ai menu digitali dello schermo centrale, ma questa è ormai una tendenza comune a quasi tutti i costruttori. Mancano inoltre una telecamera anteriore e sensori di parcheggio a 360 gradi, una lacuna che da tempo c’è su una coupé così bassa e dal cofano infinito, anche se la telecamera posteriore di serie vanta una definizione eccezionale e proietta immagini grandi e nitide sullo schermo centrale per gestire al meglio le manovre di retromarcia.
Tornando alla concretezza dei materiali, l’abitacolo conserva l’impostazione tipica delle muscle car d’oltreoceano. Non troverete i materiali più pregiati in assoluto del mercato e qualche plastica nella parte inferiore della plancia risulta ancora un po’ dura al tatto, ma l’ambiente è impreziosito da una bella finitura simil carbonio che riveste il cruscotto e la corona del volante sportivo.
Le cuciture della pelle sono ben eseguite e le cornici cromate che delimitano le bocchette creano un perfetto look racing. I veri protagonisti dell’allestimento interno sono però i bellissimi sedili sportivi Recaro. Poltrone molto avvolgenti che trattengono il busto in curva con la precisione di un sedile da corsa, pur mantenendo un’imbottitura morbida e confortevole per le lunghe trasferte.
MOTORE: SINFONIA AMERICANA E 10 RAPPORTI DI PURA ENERGIA
Sotto l’immenso cofano anteriore c’è tutta la vera esperienza Mustang. Il leggendario motore Coyote V8 da 5,0 litri aspirato a benzina, capace di erogare ben 446 cavalli in questa configurazione Euro 6.2. Parlare di motori totalmente elettrici o ibridi è tutt’altra storia ma quando si parla di un V8 puro e crudo siamo su un altro pianeta. Un’esperienza sensoriale che ogni vero appassionato dovrebbe provare almeno una volta nella vita. Premendo il pulsante di accensione sul tunnel centrale si avvia una vera e propria sinfonia americana, un rombo profondo e baritonale sprigionato dai quattro terminali di scarico a valvole attive, che possono essere aperti anche nella modalità di guida normale per godersi il baccano in ogni momento.
A questo propulsore è abbinato un cambio automatico a 10 rapporti che lavora in modo eccellente. La fluidità nei passaggi di marcia è tale che, viaggiando a soli 37 km/h a meno di 2000 giri, la vettura ha già snocciolato le marce fino ad inserire la sesta in modo del tutto impercettibile. La tecnologia di bordo offre una suite completa di modalità di guida selezionabili: Normale, Sport, Circuito, Drag Strip, Bassa Aderenza e Personalizzata.
Che modificano istantaneamente la rigidità dell’assetto, la risposta dello sterzo, la logica del cambio e la soglia di intervento dei controlli di trazione e stabilità. C’è persino una funzione elettronica specifica per bloccare le ruote anteriori e consentire di effettuare i Burnout in totale facilità, oltre al freno di stazionamento elettrico ad azionamento manuale studiato appositamente per agevolare il Drift nei track day.
Il comparto tecnologico dedicato alla dinamica del veicolo include sospensioni a controllo elettronico evolute che leggono la strada in tempo reale e si adattano istantaneamente alle condizioni di guida. L’impianto frenante, firmato Brembo con pinze generose, offre una frenata decisamente forte, stabile e perfettamente proporzionata alla mole e al peso non indifferente dell’auto. A scaricare la potenza a terra ci pensano pneumatici ad alte prestazioni con un’impronta a terra generosa (255/40 all’anteriore e 275/40 al posteriore su cerchi da 19 pollici), che assicurano una tenuta di strada formidabile.
LA PROVA: TRAVERSO PREVEDIBILE E BOATO IMPETUOSO. QUANDO L’ESAGERAZIONE DIVENTA ARTE
Sedersi al volante della Nuova Mustang GT significa resettare il cervello e prepararsi a un’esperienza di guida d’altri tempi. Non appena il V8 prende vita con il suo caratteristico scossone, ci si sente immersi nel pieno della sua dimensione. La seduta è bassa, il lungo cofano si staglia davanti agli occhi come la prua di un motoscafo e la trazione posteriore scalpita, non vedendo l’ora di sfuggire alla sorveglianza dell’elettronica.
Mettiamolo subito in chiaro, la Mustang non è un’auto progettata per segnare il record sul giro in un hot lap in pista, né cerca di battere la concorrenza europea sul millesimo di secondo. Questa è una vettura nata per far divertire alla vecchia scuola, a cui non importa nulla di compiacere le regole della silenziosità o le richieste di chi non vuole fare baccano.
Lei è nata per essere esagerata, per farsi notare e per far scendere il conducente dall’abitacolo con un sorriso a 44 denti. Su strada, l’accelerazione non è la più bruciante del pianeta se confrontata con certe sportive integrali o elettriche ultra-tecnologiche; anche selezionando la modalità Drag Strip, lo scatto da 0 a 100 km/h si attesta a poco meno di cinque secondi.
Ma il dato numerico sbiadisce di fronte alla progressione del V8 aspirato. Il numero di giri sale con una linearità esaltante, accompagnato da un boato pazzesco che invade l’abitacolo man mano che ci si avvicina alla zona rossa.
Il cambio automatico a 10 rapporti asseconda al meglio ogni intenzione. In modalità automatica è fluido e rilassante, mentre in modalità manuale risponde con buona prontezza ai comandi impartiti tramite le paddle al volante.
Lo sterzo è spiccatamente maschio. Duro, diretto, non certo leggerissimo tra le mani, ma perfetto per trasmettere il carattere da vera muscle car. Rispetto alla passata generazione, l’evoluzione dell’elettronica e delle sospensioni è un bel salto in avanti. Ho provato a mettere in crisi la vettura nei cambi di direzione forzando il ritmo con i controlli attivi. L’elettronica è pronta, gestisce i 446 cavalli senza castrare il divertimento, ma incrementando sensibilmente la velocità di percorrenza in curva e la stabilità generale. Certo, se si decide di disattivare tutti i filtri, la Mustang torna a essere il cavallo pazzo di sempre. Il retrotreno parte verso l’esterno con una progressione prevedibile e meravigliosamente sincera, permettendo sovrasterzi di potenza da manuale.
Nell’utilizzo quotidiano più che altro emergono i limiti fisici della vettura. La giungla urbana non è decisamente il suo territorio. Le sospensioni sportive sono rigide e digeriscono davvero poco i dissesti evidenti, le buche e il pavé delle nostre città. Inoltre, i sistemi ADAS di ultima generazione previsti dalle normative europee risultano fin troppo invasivi su questo Model Year 2026. L’avviso acustico del superamento dei limiti di velocità si riattiva a ogni accensione e il sensore di stazionamento delle mani sul volante lancia continui allarmi anche quando si impugna saldamente la corona, generando un baccano di bip acustici che alla lunga infastidisce e spinge a disattivarli.
E per quanto riguarda i consumi? Sinceramente, reputo del tutto inutile parlarne su una vettura del genere. È un’auto che consuma molto, punto. Guidando con il piede di fata si possono accarezzare medie tra i 5 e gli 8 chilometri con un litro, ma basta solleticare il V8 per scendere senza rimorsi sotto i 4 chilometri al litro. Dati che un vero appassionato si rifiuta persino di leggere.
PREZZO: IN REALTÀ NON È ALTO SONO LE TASSE CHE LO SONO
Il listino ufficiale Ford posiziona la Nuova Mustang GT Fastback con cambio automatico a un prezzo chiavi in mano che parte dai 61.500 euro. Se analizziamo il mercato delle Supercar e delle vetture ad alte prestazioni, si tratta di un prezzo incredibilmente concorrenziale per portarsi a casa un pezzo di storia automobilistica da 446 cavalli.
Il vero problema sostanziale, in particolare nel nostro Paese, non è il costo d’acquisto ma la tassazione legata al possesso. Se non si dispongono di elevate possibilità economiche, solo a tenere ferma questa vettura in garage tra superbollo e tasse automobilistiche si spendono cifre folli. Si tratta di un limite evidente che non è certo voluto dalle case produttrici, le quali da anni combattono contro queste normative fiscali penalizzanti. Sarebbe decisamente più opportuno ed equo commisurare la tassazione al prezzo di listino effettivo dell’auto anziché alla pura potenza in cavalli, poiché esistono sul mercato vetture con prezzi di listino stratosferici che pagano tasse irrisorie solo perché equipaggiate con motorizzazioni dalla cavalleria inferiore. Tasse a parte, la Ford Mustang GT V8 rimane un acquisto superbo, una scelta di carattere per chi rifiuta l’omologazione elettrica e vuole godersi ogni singolo chilometro con il sorriso sulle labbra.
SCHEDA TECNICA
Motore: 5.0 V8 a benzina
Potenza Massima: 328 kW / 446 CV
Coppia Massima: 540 Nm
Accelerazione: (0-100 km/h): 4,9 secondi
Velocità Massima: 250 km/h
Cambio: Automatico a 10 rapporti con leve al volante (Paddle Shift)
Trazione: Posteriore (RWD)
Dimensioni: Lunghezza: 4.810 mm Larghezza: 2.080 mm (con specchietti) / 1.916 mm (senza specchietti) Altezza Totale: 1.404 mm Passo (Interasse): 2.719 mm
Massa Complessiva: 1.812 kg
Consumo di Carburante: 12,2 l/100km (versione Fastback)






















