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Porsche 924, la prima Porsche a motore anteriore
Dopo il parziale fallimento della 914, il gruppo VW era ritornato sul tema di un modello sportivo

La storia di quest’auto, anche se tecnicamente può sembrare un paradosso, trae origine da quella di un’auto dalle caratteristiche tecniche completamente “opposte”, la VW-Porsche 914; quest’ultima aveva infatti il motore posteriore in posizione centrale, cioè all’interno dell’asse posteriore. La storia della 914, che abbiamo ricordato in un precedente articolo, si chiudeva infatti con questo epilogo:  “Ma la 914, che appariva troppo economica per una Porsche e in più pagava lo scotto di prestazioni non esaltanti per una sportiva, fu prodotta in soli 118.798 esemplari uscendo dal listino nel 1975, rimpiazzata dalla Porsche 924, una vettura con motore anteriore 4 cilindri in linea e trazione posteriore, completamente differente dalla 914.”

La genesi della 924

Dopo il parziale fallimento della 914,  il gruppo VW era ritornato sul tema di un modello sportivo da inserire nel proprio listino come top di gamma e ne aveva commissionato la progettazione  ancora una volta alla Porsche, con il vincolo di adottare un motore 2000cc quattro cilindri sviluppato a partire dal basamento di un motore utilizzato da altri modelli del gruppo come il van LT e l’Audi 100.

Però, a seguito della crisi petrolifera dei primi anni ’70, la Volkswagen decise di accantonare il progetto ma la Porsche, che vedeva nel progetto la propria idea di sportiva entry level, ne rilevò i diritti di produzione. In qualche modo dunque si ripeteva la vicenda della 914.

L’accordo si caratterizzò per una singolare clausola:  la Porsche acquisiva  l’intero progetto per 100 milioni di marchi, molto meno di quanto la Volkswagen aveva versato alla Porsche per la commissione del progetto, ma l’auto sarebbe stata costruita presso gli stabilimenti della Volkswagen di Neckarsulm (ex-NSU) con la supervisione di addetti alla qualità della Porsche.

Nasceva così la Porsche 924, che mandava definitivamente in pensione la 912 e contemporaneamente rimpiazzava la 914 nel ruolo di entry level; la nuova sportiva si distingueva totalmente da questa per la carrozzeria in configurazione coupè 2+2 ed era la prima Porsche di produzione a motore anteriore raffreddato a liquido con la raffinata trasmissione “transaxle”, una soluzione particolare caratterizzata dal posizionamento del cambio al retrotreno, in blocco con il differenziale.

Un breve cenno storico di questa soluzione tecnica: fu adottata la prima volta nel 1934 sulla Skoda Popular; nel 1950 la Lancia presentava la Aurelia poi, nel 1964, era la Ferrari, con la 275 GT/B, ad adottare questa sofisticata soluzione ed infine venne il turno dell’Alfa Romeo, nel 1972,  con l’Alfetta 1.8 e tutte le sue derivate Alfetta GT, Alfa 90, Giulietta, 75, SZ.

La 924 venne presentata negli Stati Uniti nel luglio del 1976 ed ottenne un notevole successo che tirò la Porsche fuori dalla pesante crisi finanziaria che stava attraversando. La produzione iniziò in quello stesso anno; fu sostituita dalla 944 nel 1982 nel mercato statunitense, ma continuò ad essere prodotta per gli altri mercati fino al 1985.

 

Il motore era un 1984cc leggermente superquadro, 4 cilindri, distribuzione monoalbero 2 valvole comandata da cinghia dentata, raffreddamento a liquido, iniezione meccanica Bosch k-jetronic; con la testa  riprogettata dalla Porsche erogava 125 cavalli.

Una sua concorrente diretta era la Alfetta GTV 2000, con cui condivideva il transaxle  ma che aveva un prezzo notevolmente più basso: nel 1982 la 924 costava in Italia £. 18.579.000 mentre l’Alfetta, la più cara tra le concorrenti, costava solo £. 14.809.000.

Nonostante ciò le sue qualità ne decretarono il successo infatti, anche se i «porschisti» più ortodossi non le perdoneranno  mai la sua natura ibrida che metteva assieme parti d’origine Volkswagen e Audi con quelle più nobili Porsche, la critica mondiale fu entusiasta del nuovo modello che presentava una facilità di guida totalmente sconosciuta ai classici modelli Porsche.

Alla fine del 1978, per soddisfare la richiesta dei clienti che richiedevano più cavalli, fu presentata la 924 Turbo. Ovviamente il telaio era stato adattato alle maggiori prestazioni; il motore era sovralimentato con una turbina KKK senza intercooler e aveva una testata modificata per adeguarla alle maggiori sollecitazioni. Esteticamente si distingueva per le feritoie sul musetto e per la presa NACA sul cofano motore. Nel 1981 vennero adottate una turbina maggiorata e l’accensione elettronica. A differenza del motore aspirato il motore della turbo veniva prodotto a Stoccarda. Nel 1982 la 924 turbo fu sostituita dalla 944.

Nel 1980, avendo la Porsche l’intenzione di partecipare alla 24 ore di Le Mans nella categoria Gran Turismo  gruppo 4, venne realizzata la 924 Carrera GT come modello base per l’omologazione. Da questa furono ricavate le versioni da competizione Gruppo 4 e GTP.

La Carrera GT differiva esteticamente dalle altre 924 per i parafanghi notevolmente allargati e per lo spoiler posteriore nero; disponeva di un nuovo motore 4 cilindri di 2,5 litri derivato dall’otto cilindri della 928.

Successive evoluzioni furono la Carrera GTS,  facilmente distinguibile  dai proiettori carenati in perspex in sostituzione dei fari ribaltabili, e la Carrera GTR.

 

Rimanendo nell’ambito delle competizioni ricordiamo la Turbo in versione Rally (1978/79) ed una versione per gli USA assemblata in 16 esemplari per partecipare alle gare di categoria D Production dello SCCA (Sports Car Club of America).

Nel 1985 fu infine posta in vendita la 924S con il telaio della 924 turbo ed il motore 2,5 litri della successiva 944 depotenziato a 150 cavalli.

L’avventura della Porsche 924 si concluse nel 1985 con 124.237 esemplari prodotti.

Un breve cenno alle altre Porsche a motore anteriore degli anni ’70, la 8 cilindri 928 e la 4 cilindri 944, cui fece seguito la stretta parente 968.

Mentre le 924 (e le 944) venivano proposte come alternativa alla mitica sportiva 911, la 928 era un primo tentativo di inserirsi nel mercato delle Gran Turismo di grossa cilindrata, in diretta concorrenza con le Gran Turismo italiane ed inglesi, Ferrari in testa.

La Porsche 928.

A metà degli anni ’70 il management Porsche dette incarico ai progettisti di realizzare una vettura con motore anteriore 8 cilindri a V e trazione posteriore con schema transaxle. La 928, frutto di questo impegno, fu presentata nel 1977; era motorizzata con un inedito 8V di 4.474cc, monoalbero a camme in testa, 235 CV.

Nel 1978 la vettura conquistò il premio di “Auto dell’anno”, unica GT nonché unica Porsche,  ad aver vinto questo premio.

Nonostante le eccezionali caratteristiche le fu sempre preferita la 911; d’altronde la 928 si presentava come una Gran Turismo ad alte prestazioni mentre la 911 si configurava come una sportiva purosangue.

La 928 uscì di listino alla fine del 1995, dopo 17 anni ed oltre 61.000 esemplari prodotti.

La Porsche 944.

La 944 nasce come evoluzione della 924; l’estetica prendeva ispirazione dalla 924 Carrera GT che differiva dalle altre 924 per i parafanghi allargati. Il motore era un nuovo 4 cilindri in linea 2.479cc da 163 CV derivato dall’otto cilindri della 928 di cui, in pratica, riprendeva una bancata a cui furono aggiunti due alberi controrotanti per smorzare le vibrazioni. Il motore era inclinato a destra di 30°, mentre la trasmissione era ancora del tipo transaxle. Rispetto alle contemporanee 911 vantava un abitacolo più spazioso.

La 944, prodotta a partire dal 1982, uscì dal listino nel 1991 sostituita dalla 968 (che in realtà avrebbe dovuto chiamarsi 944 S3). Dal punto di vista estetico si differenziava nel frontale, completamente ridisegnato in stile 928 e nella coda. Il motore, lo stesso 3000cc della 944 S2, riceveva la fasatura variabile Variocam e il cambio a 6 marce. La 968 fu prodotta dalla Porsche tra il 1991 ed il 1995.