Se, scorrendo l’Albo d’Oro o qualunque altra statistica riguardante la Formula 1, vi dovessero capitare sottocchio i nomi di questi “sconosciuti”:
- Johnnie Parsons (Los Angeles, 4 luglio 1918 – Van Nuys, 8 settembre 1984),
- Lee Wallard (Schenectady, 7 settembre 1910 – St. Petersburg, 28 novembre 1963),
- Troy Ruttman (Mooreland, 11 marzo 1930 – Lake Havasu City, 19 maggio 1997),
- Bill Vukovich (Oakland, 13 dicembre 1918 – Speedway, 30 maggio 1955),
- Bob Sweikert (Los Angeles, 20 maggio 1926 – Salem, 17 giugno 1956),
- Pat Flaherty (Glendale, 6 gennaio 1926 – Oxnard, 9 aprile 2002),
- Sam Hanks (Columbus, 13 luglio 1914 – Pacific Palisades, 27 giugno 1994),
- Jimmy Bryan (Phoenix, 28 gennaio 1926 – Langhorne, 19 giugno 1960),
- Rodger Ward (Beloit, 10 gennaio 1921 – Anaheim, 5 luglio 2004),
- Jim Rathmann (Alhambra, 16 luglio 1928 – Melbourne, 23 novembre 2011)
ebbene sappiate che sono piloti americani vincitori della prestigiosa 500 miglia di Indianapolis tra il 1950 ed il 1960 cioè negli anni in cui la gara americana era inserita nel calendario del Campionato del Mondo di Formula 1 pur godendo di un regolamento tecnico profondamente diverso.
Pertanto ognuno di questi piloti può, a buona ragione, vantare nel proprio palmarès di aver vinto “almeno” un Gran Premio di Formula 1.

