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Prova Mazda CX-60, in anteprima in Spagna del diesel da 200CV

Mazda è sempre stato un costruttore “intelligente”, capace di innovare, ma sempre attento alle tradizioni, tanto care agli appassionati. Difficilmente, infatti, il marchio giapponese si è fatto influenzare dalle mode del momento, senza porsi le giuste domande. Nei pro e nei contro negli anni ha mantenuto tutte quelle caratteristiche che l’hanno differenziato dagli altri costruttori, sapendo conservare una propria identità, una storia da raccontare. Allo stesso tempo promuove l’approccio multi-soluzione alla mobilità sostenibile, sia presente che futura, ma rimarcando l’importanza di dare una risposta giusta al momento giusto. Ed ecco che in un periodo in cui si discute di sole vetture elettriche e di mettere al bando le motorizzazioni tradizionali, la casa nipponica presenta un nuovo gioiello, un Diesel a 6 cilindri da 3,3L in totale controtendenza rispetto alla concorrenza. Applausi, l’articolo potrebbe anche finire qui!

La lunghezza è di 4,74 metri e la larghezza è di 1,89 metri, la CX-60 è a tutti gli effetti un SUV di categoria D. Ciò che colpisce principalmente è la forma del profilo, con l’abitacolo visibilmente arretrato. Il cofano è lungo per ospitare il gran motore longitudinale e per avere un miglior bilanciamento delle masse, il retrotreno è compatto. Questa scelta stilistica e progettuale ha permesso di rendere la nuova CX-60 più filante, dinamica e sportiva rispetto ad altri SUV della stessa categoria che sembrano delle navi da crociera.

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