L’Alfa Romeo 33 Stradale, il capolavoro di Scaglione (stilista formatosi con Pinin Farina e con Bertone), è stata la prima vettura ad avere sportelli con apertura a farfalla; era basata sull’omonima vettura da competizione che, al massimo della maturità agonistica, si aggiudicò Campionato Mondiale Marche nel 1975 e nel 1977.
Ancora oggi non è difficile individuarne gli stilemi riprodotti nella 8C Competizione del 1997 e nella 4C del 2013.
Per agevolare l’accesso e l’uscita ad una vettura dall’altezza limitata a circa 1 metro, che sportelli convenzionali avrebbero reso particolarmente scomodo, Scaglione disegnò delle portiere che salgono fino a metà del tetto e poi si aprono diagonalmente in avanti; questa conformazione consentì di ampliare la vetratura dai fianchi fino al tetto, donando grande luminosità all’abitacolo.
La costruzione della carrozzeria, sulla base dei disegni di Scaglione, venne affidata alla Carrozzeria Marazzi di Caronno Pertusella (Varese) che la realizzò in leggerissimo Peraluman H35 (una lega di alluminio e magnesio) dello spessore di 1mm.
L’autotelaio completo di motore e cambio veniva invece realizzato direttamente dall’Autodelta, all’epoca reparto corse dell’Alfa Romeo. Rispetto alla versione da competizione il telaio veniva realizzato in acciaio invece che in alluminio ed il passo allungato di 100mm.
Il motore, progettato dal mitico Giuseppe Busso e poi sviluppato in Autodelta da Carlo Chiti, era lo stesso della Tipo 33 da competizione, interamente in leghe di alluminio e magnesio, con iniezione meccanica indiretta e lubrificazione a carter secco. La distribuzione era bialbero a camme in testa, con due valvole e due candele per cilindro. I 230 CV sviluppati dal propulsore (nella versione da competizione ne erogava 270) su un’auto così leggera, circa 770 Kg, consentivano di raggiungere una velocità massima di 260 km/h e di toccare i 100 km/h da fermo in 5 secondi e mezzo.
La rivista “Auto Italiana” che provò la vettura nel febbraio 1969, registrò 4,9 secondi da 0 a 100 Km/h e 245 Km/h di velocità massima.
La 33 Stradale venne presentata il 31 agosto 1967 sul circuito di Monza alla vigilia del GP d’Italia di Formula 1 e, nel mese di novembre, venne esposta al Salone dell’Automobile di Torino.
Prodotta in soli 18 esemplari tra il 1967 e il 1969. costava 9,7 milioni di Lire contro i 5 milioni della Jaguar E Type, i 6 milioni della Ferrari 275 GTB o i 7,7 milioni della Lamborghini Miura.
In ognuno di questi esemplari vi erano lievi differenze estetiche o di finitura. Le più evidenti erano rappresentate dall’impianto di illuminazione a due o quattro fari e dal tergicristallo incernierato in alto o in basso; diversi anche i gradi di finitura dell’abitacolo, spesso su richiesta del cliente.
Tutte le 33 Stradale erano di colore rosso, come le Alfa da competizione ma uno solo di questi esemplari, telaio 75033.111, venne verniciato di “Blu Reale” su richiesta del cliente, il conte Corrado Agusta, che volle anche che l’interno venisse allestito con un portacenere e con i sedili ispirati a quelli degli elicotteri Agusta.
Alcuni anni dopo la Stradale blu venne ceduta ad un collezionista di auto giapponese che la fece riverniciare di rosso; in seguito l’acquistò un collezionista svizzero che la sottopose a restauro ripristinando il colore Blu Reale originario.



