Dopo la debacle di Singapore, che aveva illuso i tifosi della Ferrari e non solo loro, la Mercedes riordina le idee e torna a dominare con un Hamilton stellare che raggiunge il suo idolo, Ayrton Senna, a 41 vittorie in carriera.
La bandiera rossa nelle prove aveva “regalato” la pole a Rosberg che però allo start appare subito remissivo nei confronti di Hamilton che lo brucia già alla prima curva. Da quel momento non lo vedremo più inquadrato dalle telecamere se non nel giro finale. Nella bagarre della prima curva Rosberg perde anche due posizioni a favore di Vettel e Bottas; le recupererà con un sorpasso a Bottas e con un undercut su Vettel al secondo pit-stop.
Con questa vittoria la Mercedes smonta tutte le teorie degli “ingegneri del lunedì” (così Enzo Ferrari amava descrivere i giornalisti) che attribuivano la sconfitta di Singapore alle maggiori pressioni delle gomme imposte dalla Pirelli. Ricorderete infatti che, dopo l’esplosione del pneumatico di Vettel a Spa e delle conseguenti polemiche, la Pirelli aveva chiesto che venissero rispettate le sue indicazioni in materia di pressioni. Si era poi arrivati a Monza dove la Mercedes era stata trovata con pressioni più basse del consentito ma poi non erano stati presi provvedimenti per conclamata incompetenza dei commissari tecnici della FIA.
Perciò agli occhi di tanti la sconfitta di Singapore era apparsa figlia di un problema di pressioni che avrebbero condizionato le prestazioni della Mercedes; puntuale è arrivata la smentita a Suzuka. Wolff, intervistato sull’argomento, non ha voluto svelare niente sui reali problemi patiti a Singapore.
Bene i ferraristi, con Vettel terzo e Raikkonen quarto, entrambi molto consistenti in gara; a merito del team da rimarcare il secondo pit-stop di Raikkonen cronometrato in 1’’85, il record precedente era di 1,9 secondi realizzato dalla Red Bull nel GP USA del 2013.
Belle battaglie nelle retrovie dove emerge il solito Verstappen – che fra due giorni, il 30 settembre, compie 18 anni – con una gran rimonta e che per l’ennesima volta, dopo un avvio di Campionato interlocutorio, mortifica il compagno Sainz.
Anonime e deludenti, quantomeno per le loro aspettative, Red Bull e Williams che si proponevano come contendenti della Ferrari ad una posizione da podio.
Infine Alonso e la McLaren/Honda; non vi è dubbio che le prestazioni della monoposto anglo-giapponese siano quantomeno imbarazzanti però Alonso non perde il vizietto del “political incorrect” criticando via radio, in collegamento mondiale, le prestazioni del motore proprio in casa della Honda: ci saranno conseguenze o addirittura il divorzio è già cosa fatta?
Con questa vittoria Hamilton allunga su Rosberg. Con 5 gare alla fine sono disponibili ancora 125 punti, l’inglese ne ha 48 di vantaggio sul tedesco. Questa la classifica finale del Gran Premio:
1 – LEWIS HAMILTON ( MERCEDES)
2- NICO ROSBERG (MERCEDES)
3- SEBASTIAN VETTEL (FERRARI)
4 – KIMI RÄIKKÖNEN (FERRARI)
5- VALTTERI BOTTAS (WILLIAMS)
6 – NICO HULKENBERG (FORCE INDIA)
7- ROMAIN GROSJEAN (LOTUS)
8 – PASTOR MALDONADO (LOTUS)
9 – MAX VERSTAPPEN (TORO ROSSO)
10 – CARLOS SAINZ (TORO ROSSO)
Il Circus della Formula 1 ora si trasferisce in Russia, a Sochi, tra due settimane.

