Senza alcun dubbio la storia del motociclismo da competizione dell’era post-bellica ha vissuto un primo grande ciclo che va dal 1949, primo anno del Campionato del Mondo, al 1957 quando, alla fine dell’anno, le grandi case italiane Gilera, Mondial e Moto Guzzi (ed in prima battuta anche MV Agusta) che avevano fatto man bassa di gare e titoli iridati aderirono al famigerato “Patto di astensione” ritirandosi dalle competizioni iridate.
Il 1958 può essere considerato come un anno di transizione del Motomondiale, dominato dalla MV Agusta che, a dispetto della sua sottoscrizione al Patto d’Astensione, decise di partecipare ugualmente al Campionato del Mondo “mascherandosi” dietro la dicitura “PRIVAT”. La casa varesina, in assenza di competitor alla sua altezza, si aggiudicò i 4 titoli per moto sciolte: Ubbiali nella 125, Provini nella 250 e Surtees doppietta in 350 e 500.
Poi, con il debutto della Honda al Tourist Trophy del 1959 cui faranno seguito ben presto Suzuki e Yamaha, di lì a breve sarebbe iniziata una nuova era del motociclismo da competizione.
Ma spieghiamo perché nell’ambito di questa storia, abbiamo citato segnatamente la Coppa d’Oro Shell dell’Aprile 1958.
Nei primi due decenni del dopoguerra l’apertura della stagione delle competizioni internazionali “competeva” all’Italia; tradizionalmente, dal 1961 al 1976, il 19 marzo, giornata di San Giuseppe e della Festa del papà, l’aerautodromo di Modena ospitava la prima gara di Campionato Italianoaprendo così la stagione agonistica internazionale dopo il lungo digiuno invernale. In realtà c’è stata qualche eccezione come nel 1971, quando la manifestazione si svolse la domenica precedente, il 14 marzo, mentre nel 1976 si svolse la domenica 21 marzo.
Erano i tempi che molti ricordano come “i giorni del coraggio” (denominazione coniata molto probabilmente dal grande Ezio Pirazzini), quando le gare del Campionato Italiano Seniores e quelle della Temporada Romagnola avevano la qualifica di “gare internazionali” ed erano perciò aperte ai migliori piloti italiani e ad alcune star straniere ad invito.
Estemporaneamente anche il prologo del Motomondiale è spettato all’Italia con la disputa della prestigiosa Coppa d’Oro Shell su circuito di Imola, una gara a carattere internazionale la cui prima edizione si svolse il 25 aprile 1953.
La Coppa d’Oro Shell del 1958, la quinta della serie, si disputò il 7 aprile; due importanti novità assolute in campo:
- per la prima volta le moto da Gran Premio non sono dotate delle avvolgenti carenature integrali a campana vietate perché ritenute pericolose specialmente in condizioni di vento forte;
- ma ancor più determinante ai fini dello svolgimento delle gare è l’assenza delle moto ufficiali di Gilera, Mondial e Moto Guzzi che hanno sottoscritto il Patto di astensione.
Purtroppo l’assenza dei grandi costruttori italiani, che ancora non avevano trovato validi sostituti nelle case giapponesi che arriveranno solo qualche anno dopo, determinò anche che molti validissimi e quotati piloti, alcuni addirittura plurititolati, come Duke, Campbell, Liberati, Lomas, McIntyre, Sandford in mancanza di un ingaggio furono costretti a gareggiare con moto private certo non all’altezza dei bolidi schierati dall’unica casa ufficiale presente, la MV Agusta.
Oltre ai piloti, una delle “vittime” di quello scellerato patto fu la poderosa Moto Guzzi 500 8 cilindri che aveva dimostrato un enorme potenziale che però non ebbe il tempo di esprimere.
La manifestazione di Imola apparve chiaramente il preludio di quello che sarebbe stato lo svolgimento del Campionato del Mondo con un assaggio di quello che sarebbe stato il dominio assoluto ed incontrastato della MV Agusta. Nelle tre classi ammesse alla manifestazione i vincitori erano alla guida di moto italiane, in particolare Provini nella 250 si affermò alla guida della MV Agusta battendo in volata per soli 4 millesimi il compagno di marca Ubbiali, Alano Montanari vinse la 350 con una Moto Guzzi privata dotata di una carenatura a delfino mentre John Surtees dominò alla guida della MV 500 sul compagno di squadra Remo Venturi.
Ci preme ricordare che al via della classe regina si era schierato anche Libero Liberati, il Campione del Mondo della 500 in carica, in sella ad una Gilera Saturno monocilindrica che lo costrinse ben presto al ritiro per problemi di natura meccanica. Liberati aveva rifiutato le offerte ricevute da altri costruttori per il suo incondizionato attaccamento alla Gilera sperando in un rientro alle competizioni della casa di Arcore. Purtroppo il destino non volle così: un anno dopo l’incidente mortale del campione trevigiano, avvenuto il 5 marzo 1962, nel 1963 la Gilera rientrava affidando alla Scuderia del pluri-iridato Geoff Duke le sue gloriose 4 cilindri portate in gara da John Hartle e Derek Minter (poi Minter si infortunò gravemente a Brands Hatch e Duke chiamò a sostituirlo Phil Read).

