A quei tempi Agostini con la MV Agusta incominciava ad accusare qualche colpo nella classe 350 mentre nella 500 il già plurititolato pilota italiano (all’epoca vantava 10 titoli) ed il compagno di marca Alberto Pagani imperversavano incontrastati a suon di doppiette ma il 18 giugno 1972, al Gran Premio di Jugoslavia, si verificò un episodio foriero di grandi novità nello scenario della classe regina.
Al via della classe 500 il pilota inglese Chas Mortimer, favorito dal ritiro di Agostini, portava al debutto, conquistando il secondo posto alle spalle di Pagani, una Yamaha 350 leggermente maggiorata per rientrare nei dettami del regolamento FIM.
Apparentemente la cosa non rappresentava una novità assoluta perché già molti privati, con poche risorse finanziarie, maggioravano le loro 350 private per poter partecipare alla classe 500, ma la vera novità consisteva nel fatto che quella era una moto ufficiale approntata dalla casa madre, la Yamaha YZ634A.
Era dal 1968, dopo che la Honda si era ritirata dalle competizioni motociclistiche iridate, che nessuna moto ufficiale era stata schierata alla partenza nella classe 500 per contrastare il dominio della MV Agusta.
La stessa Yamaha fino ad allora aveva conquistato tre volte il Campionato mondiale della 250 e due volte quello della 125 per poi ritirarsi a sua volta alla fine del 1968 senza aver mai partecipato alla classe regina.
Ma in quel 1972, dopo alcuni discreti piazzamenti dello stesso Mortimer e quattro podi di Rodney Gould (notare il freno a disco anteriore), al Gran Premio di Spagna, ultima prova in calendario disputata il 23 settembre, grazie anche all’assenza della MV, la Yamaha otteneva con Mortimer la sua prima vittoria nella classe 500 anticipando i successi che sarebbero arrivati nelle prime battute del mondiale 1973 con lo sfortunato Saarinen.
La YZ634A era fondamentalmente una TR3 standard da 350 cc dotato di alberi motore, pistoni e cilindri di fabbrica, con l’alesaggio maggiorato da 64 a 64,5 mm (con una corsa di 54mm) per una capacità di circa 353 cc. Con questa maggiorazione la YZ634A ottemperava alle regole FIM per poter competere legalmente nella classe 500cc dove avrebbe trovato come avversarie principali una moltitudine di TR3 private ugualmente maggiorate e le MV Agusta di Agostini e Pagani.
Il risultato di questa incursione d’assaggio, peraltro intrapresa a stagione iniziata, fu abbastanza buono con il 4° posto in classifica di Gould, il 6° di Mortimer ed il 2° della Yamaha nella classifica per costruttori.
Quella del 1972 fu una stagione straordinaria per la Yamaha che conquistò almeno una vittoria in quattro classi (125, 250, 350 e 500).
Con circa 70 CV ed un peso estremamente ridotto la TR3 maggiorata decretava il pensionamento delle obsolete inglesi Norton Manx e Matchless G50 e delle artigianali italiane Paton e Linto ma non era ancora abbastanza competitiva per battersi ad armi pari con la MV Agusta nella classe 500.
Per questo compito la Yamaha aveva bisogno di un pilota eccezionale alla guida di una 4 cilindri, combinazione che puntualmente venne schierata nel Campionato del 1973 sotto la forma della OW20 affidata al talentuoso finlandese Jarno Saarinen.
Nel 1974 la Yamaha replicherà questa operazione, sia pure in senso inverso, realizzando una misteriosa 350 4 cilindri derivata dalla OW20 500 4 cilindri.

